top of page

Article on "IDENTITY STYLE" Magazine |

Aggiornamento: 3 giorni fa


SPRING | 2024


Benvenuti a Identity Style

Dove scopriamo il fascino dietro le personalità uniche

In questo articolo esclusivo, abbiamo l'onore di esplorare la vita e le passioni di un talento straordinario: Francesco Maganuco. Attraverso un'intervista approfondita e dettagliata, entreremo nel mondo di un designer la cui creatività e dedizione hanno saputo catturare l'attenzione di molti. Scoprirete cosa lo ha ispirato lungo il suo percorso, le sue aspirazioni future e le sfide che ha affrontato per diventare chi è oggi. Preparatevi per un viaggio affascinante e ispirante nel mondo di Francesco Maganuco.

Welcome to Identity Style

Where we uncover the allure behind unique personalities

In this exclusive article, we have the honor of exploring the life and passions of an extraordinary talent: Francesco Maganuco. Through an in-depth and detailed interview, we will delve into the world of a designer whose creativity and dedication have captured the attention of many. You will discover what has inspired him along his journey, his future aspirations, and the challenges he has faced to become who he is today. Get ready for a fascinating and inspiring journey into the world of Francesco Maganuco.







Un viaggio che parte dalla Sicilia e, passando per Roma, l’incantevole Lago di Como e la super glamour Costa Smeralda, arriva prima nell’assolata Miami e poi nell’esclusiva Saint Moritz. Il leitmotive di questo viaggio è la passione per l’arte culinaria.

 

La cucina dello Chef Francesco Maganuco mixa sapientemente la tradizione con l’innovazione e prende spunto dalle differenti peculiarità territoriali dei paesi in cui è vissuto o ha semplicemente visitato per abbinarle all’eccellenza italiana.  

 

Qual è il tuo primo ricordo legato alla cucina e quando hai capito che volevi fare questo nella vita e perché.

Il mio primo ricordo risale all’infanzia, quando trascorrevo le estati a casa dei miei nonni. Mia nonna Nuccia metteva al sole i pomodori per farli essiccare per poi preparare la salsa che assaggiavamo insieme. La cucina si riempiva di profumi deliziosi e di calore familiare e qui ho capito il valore di condividere il cibo con le persone che amo.

Col passare degli anni la mia passione per la cucina è cresciuta e l’ho coltivata con amore. Nel tempo ho sperimentato diverse ricette, condividendo questi preziosi attimi di convivialità con la mia famiglia e i miei amici.

Ho un bellissimo ricordo di quando lavoravo a Roma presso l’Aldrovandi Palace di Villa Borghese e, nei pochi momenti liberi, cucinavo per la mia fidanzata di allora,Alessandra. Sono stati proprio gli affetti e le persone a contribuire al mio approccio al cibo, non un semplice nutrimento, ma uno spunto per sviluppare la creatività e personalità.

Durante gli anni di formazione, ho avuto l'opportunità di lavorare nei migliori hotel 5stelle lusso a contatto con il talento di chef importanti ed è grazie a queste esperienze che oggi sono diventato quello che sono. Ogni giorno mi sento grato di poter fare ciò che amo e di poter trasformare ingredienti semplici in esperienze culinarie straordinarie per le persone che scelgono di mangiare nel ristorante in cui lavoro. La cucina per me non è solo un lavoro, ma è diventata parte integrante della mia vita e della mia identità.

Hai viaggiato molto, quali sono i ricordi che ti porti dentro? Che differenze hai trovato nell'approccio alla preparazione dei piatti e nella clientela nelle diverse realtà che hai vissuto?

La cosa più bella dei miei viaggi lavorativi, oltre ai diversi sapori che ho avuto la fortuna di provare, diventati parte integrante del mio sapere culinario, sono le persone incontrate con molte delle quali si è instaurato un legame duraturo. È bello sapere che, se ho l’occasione di ritornare in un qualsiasi di questi posti, ci sarà sempre qualcuno che mi aspetta a braccia aperte. Quando mi chiedono, tra quelle nelle quali ho lavorato, quale sia la mia città preferita, sinceramente non riesco a rispondere,sono tutte rimaste nel mio cuore. In ognuna di esse ho avuto modo di rimanere perdiversi anni, di adattarmi allo stile di vita, di respirane lo spirito, di conoscere i suoi abitanti e di imparare usi e costumi. Per quanto riguarda le differenze di clientela devo dire che in ogni luogo è diversa, ma accomunata dal fatto che una volta esauditi i suoi desideri il successo è garantito. La scoperta degli ingredienti e delle ricette locali e dei loro segreti è un’inesauribile fonte d’ispirazione e di crescita.

 

Come nasce l'ispirazione per un nuovo piatto, parti da un'idea, da un ingrediente? Come decidi ci creare l’impiattamento visto che la parte visiva nel tuo lavoro è molto importante? Hai un piatto che ti caratterizza?

Bella domanda! Per quanto mi riguarda, non sono sempre giorni “si” al lavoro, ci sono anche ​quelli “no”, di conseguenza ci sono volte in cui mi sento più ispirato e altre meno. Fondamentalmente la cucina per me è sperimentazione, ma fino a un certo punto, perché la bravura dello chef sta nel trovare l’ingrediente chiave che può elaborare, armonizzarlo con l’idea che ha visualizzato in testa, abbinarlo in modo equilibrato e alla fine trasformare  quella visione  nell’impiattamento. Non sempre la prima idea è la migliore; si riprova e si riprova finché non si trova la perfezione a livello sia gustativo che visivo.

Il piatto che mi caratterizza in modo particolare sono i bottoni di pasta fresca con ripieno di capasanta aromatizzata al lime, accompagnata da una semplice salsa di pomodoro fresco, spuma  di burrata e polvere di gambero rosso di Mazzara.

Com'è la vita di uno chef, gioie e sacrifici?

La vita di uno chef è soprattutto sacrifici, questo mi piacerebbe farlo capire ai giovani che, guardando la TV, si sono fatti un’idea sbagliata di questo lavoro, talvolta anche molto umile. Non ci sono sabati e domeniche, non ci sono festività con i propri cari, non c'è tempo per la vita sociale o per quella sentimentale. Più si lavora in ambiti di eccellenza e più lo stress e la pressione aumentano, a volte non c'è nemmeno il tempo di sedersi a tavola e consumare un pasto normale. E’ un ambiente molto competitivo nel quale si deve avere una buona dose di self-control. Ma c’è quell’unico magico istante che ti ripaga di tutta la fatica fatta, quando si va al tavolo dal cliente a fine pasto e lui sorride e ti stringe la mano soddisfatto. E’ allora che tutto lo stress, la stanchezza e la fatica dell’intera giornata svaniscono in un  colpo solo.

 

Dove ti vedi tra 5 anni?

Domanda difficile questa. Fra 5 anni mi vedo sicuramente in un posto nuovo, con nuovi obiettivi e nuove sfide da affrontare. Quello che uccide l’uomo, secondo il mio modesto parere, è la sedentarietà e il non voler uscire dalla “comfort zone”. Mettersi in gioco è la chiave di tutto, recarsi in posti nuovi e affrontare situazioni chenormalmente non ci troveremmo a vivere, attiva il processo di crescita e trasformazione interiore. Penso, e sono sicuro, che siamo in questo mondo e in questa terra per vivere e fare esperienze, quindi dobbiamo farlo a 360 gradi e mettere da parte apatia e paura. Non voglio girarmi indietro e pensare a quello che avrei potuto fare e non ho fatto.

Come private chef, un servizio per super ricchi, cosa ti caratterizza, cosa dai al cliente, come gestisci il lavoro.

L’abilità, secondo me, sta nel capire e interpretare le esigenze del cliente, soddisfarle senza pregiudizi o la presunzione di sapere già tutto. Ovviamente non si può prescindere dall’utilizzare materie prime di qualità, offrire un servizio eccellente e regalare un’esperienza sensoriale che rimanga impressa nelle persone come un magnifico ricordo.

Grazie a partnership consolidate posso avvalermi di jet privati, elicotteri e auto per raggiungere il cliente dovunque voglia e facendomi arrivare qualunque cosa, senza limiti.

Cosa cercano coloro che richiedono una cooking class?

Vivere l’esperienza della convivialità, imparare qualcosa di nuovo e divertirsi facendo una cosa che piace. Mi è capitato con dei clienti di Miami di organizzare delle cooking class che sembravano più delle feste, con tanto di sottofondo musicale di Frank Sinatra e calici di buon vino rosso mentre si cucinava insieme. Il cibo è unlinguaggio universale che ci unisce, le persone vogliono vivere questi momenti per sentirsi meglio e staccare dalla routine.

Oltre ad essere chef hai iniziato a produrre champagne e olio, quali sono le loro peculiarità? Da che zona provengono uve e olive?

In realtà non li produco direttamente, ma collaboro con professionisti del settore con i quali ho creato una linea di prodotti certificati e in serie limitata. Le olive provengono dalla mia terra, la Sicilia, da uliveti secolari ripristinati.

L’olio è ottenuto da un blend di tre cultivar di olive siciliane: “Nocellara del Belice”, “Nocellara Messinese” e “Tonda Iblea” che vengono raccolte e macinate a freddosoltanto di notte, essendo le temperature più basse, così facendo mantengono intatte le loro qualità organolettiche. Non a caso questo tipo di olio prende il nome di “Lustro di Luna” e si caratterizza per il profumo intenso e il sapore delicato.

Lo champagne per me rappresenta una nuova avventura, sto creando un brand con una maison francese che realizza champagne da generazioni. I terreni sono classificati Premier Cru e i vitigni si trovano in un famoso villaggio situato nella culla dello Champagne dove il monaco e maestro della cantina Dom Pérignon scoprì come creare bolle scintillanti nella boule! L’etichetta sarà realizzata da un noto artista contemporaneo e le bottiglie saranno numerate e in serie limitata poiché destinate a un pubblico di nicchia esperto e selezionato.



A Journey from Sicily to Saint Moritz

A journey that starts in Sicily and, passing through Rome, the enchanting Lake Como, and the super glamorous Costa Smeralda, reaches sunny Miami and then exclusive Saint Moritz. The leitmotif of this journey is a passion for culinary art.

Chef Francesco Maganuco's cuisine masterfully combines tradition with innovation, drawing inspiration from the different territorial peculiarities of the countries he has lived in or simply visited, blending them with Italian excellence.

What is your first memory related to cooking, and when did you realize that you wanted to pursue this as a career and why?

My first memory dates back to my childhood when I used to spend summers at my grandparents' house. My grandmother Nuccia would sun-dry tomatoes to make sauce, which we would taste together. The kitchen filled with delightful aromas and familial warmth, and it was there that I understood the value of sharing food with loved ones. As the years passed, my passion for cooking grew, and I nurtured it with love. Over time, I experimented with various recipes, sharing these precious moments of conviviality with my family and friends. I have a beautiful memory of when I worked in Rome at the Aldrovandi Palace in Villa Borghese and, during my few free moments, I would cook for my then-girlfriend, Alessandra. It was the affections and people that contributed to my approach to food, not just as simple nourishment but as a way to develop creativity and personality. During my formative years, I had the opportunity to work in the best 5-star luxury hotels, in contact with the talent of important chefs, and it is thanks to these experiences that I have become who I am today. Every day, I am grateful to be able to do what I love and to transform simple ingredients into extraordinary culinary experiences for those who choose to dine at the restaurant where I work. Cooking for me is not just a job but has become an integral part of my life and identity.

You have traveled a lot; what memories do you carry with you? What differences have you found in the approach to preparing dishes and in the clientele in the different places you have lived?

The most beautiful thing about my work travels, besides the different flavors I have been fortunate enough to try, which have become an integral part of my culinary knowledge, are the people I have met, with many of whom I have formed lasting bonds. It's nice to know that if I have the chance to return to any of these places, there will always be someone waiting for me with open arms. When asked which city where I've worked is my favorite, I honestly can't answer; they all have a place in my heart. In each of them, I stayed for several years, adapted to the lifestyle, breathed in the spirit, got to know its inhabitants, and learned their customs and traditions. As for the differences in clientele, I must say that it varies from place to place, but they all share the common goal that once their desires are fulfilled, success is guaranteed. Discovering local ingredients and recipes and their secrets is an inexhaustible source of inspiration and growth.

How does inspiration for a new dish come about? Do you start with an idea, an ingredient? How do you decide on the plating, given that the visual aspect of your work is very important? Do you have a signature dish?

Good question! As for me, not every day at work is a "yes" day; there are also "no" days. Consequently, there are times when I feel more inspired and others less so. Fundamentally, cooking for me is experimentation, but only up to a point, because a chef's skill lies in finding the key ingredient that can be developed, harmonizing it with the idea visualized in their head, combining it in a balanced way, and finally transforming that vision into the plating. The first idea is not always the best; you try and try again until you find perfection both in taste and visually. The dish that characterizes me particularly is fresh pasta buttons filled with scallop flavored with lime, accompanied by a simple fresh tomato sauce, burrata foam, and Mazara red shrimp powder.

What is the life of a chef like, joys and sacrifices?

The life of a chef is mostly about sacrifices. I would like young people who watch TV and have gotten the wrong idea about this job, sometimes very humble, to understand this. There are no Saturdays and Sundays, no holidays with loved ones, no time for social life or romantic relationships. The more you work in excellence settings, the more stress and pressure increase; sometimes there isn't even time to sit down and eat a regular meal. It's a highly competitive environment where you need a good dose of self-control. But there's that one magical moment that repays all the hard work, when you go to the table after the meal and the customer smiles and shakes your hand with satisfaction. It's then that all the stress, fatigue, and effort of the entire day vanish in an instant.

Where do you see yourself in 5 years?

This is a difficult question. In 5 years, I definitely see myself in a new place, with new goals and challenges to face. What kills a person, in my humble opinion, is sedentary lifestyle and the unwillingness to leave the "comfort zone." Challenging oneself is the key to everything; going to new places and facing situations we normally wouldn't find ourselves in activates the process of growth and inner transformation. I believe, and I am sure, that we are in this world and on this earth to live and have experiences, so we must do it 360 degrees and put aside apathy and fear. I don't want to look back and think about what I could have done and didn't do.

As a private chef, a service for the super-rich, what characterizes you, what do you offer the client, how do you manage the work?

The skill, in my opinion, lies in understanding and interpreting the client's needs, satisfying them without prejudice or the presumption of already knowing everything. Obviously, you cannot overlook using quality raw materials, offering excellent service, and providing a sensory experience that remains impressed in people as a magnificent memory. Thanks to established partnerships, I can avail myself of private jets, helicopters, and cars to reach the client wherever they want and get anything delivered, without limits.

What do those who request a cooking class look for?

They want to experience conviviality, learn something new, and have fun doing something they love. It has happened to me with clients in Miami to organize cooking classes that seemed more like parties, with background music by Frank Sinatra and glasses of good red wine while cooking together. Food is a universal language that unites us; people want to live these moments to feel better and break away from the routine.

Besides being a chef, you have started producing champagne and oil; what are their peculiarities? Where do the grapes and olives come from?

Actually, I don't produce them directly, but I collaborate with professionals in the sector with whom I have created a line of certified and limited series products. The olives come from my land, Sicily, from restored centuries-old olive groves. The oil is obtained from a blend of three Sicilian olive cultivars: "Nocellara del Belice," "Nocellara Messinese," and "Tonda Iblea," which are harvested and cold-pressed only at night when the temperatures are lower, thus preserving their organoleptic qualities. It's no coincidence that this type of oil is called "Lustro di Luna" and is characterized by an intense aroma and delicate flavor. Champagne represents a new adventure for me; I am creating a brand with a French maison that has been making champagne for generations. The lands are classified Premier Cru, and the vineyards are located in a famous village situated in the heart of Champagne, where the monk and cellar master Dom Pérignon discovered how to create sparkling bubbles in the bowl! The label will be designed by a well-known contemporary artist, and the bottles will be numbered and limited edition as they are intended for a niche, expert, and selected audience.



21 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page